Un corpus di strumenti per tutelarsi: l’etica prima di tutto
I processi di pensiero possono essere rappresentati, in modo semplificato, attraverso una matrice composta da 4 quadranti, che insieme generano la somma dei nostri comportamenti, delle decisioni che prendiamo, della nostra gestualità, del paraverbale che utilizziamo, ecc.
Unendo questo concetto ai principi e agli strumenti di PNL, comprendiamo che per raggiungere l’eccellenza nella comunicazione (ma anche in qualunque altra disciplina diversa dalla neurolinguistica), è necessario aumentare la consapevolezza di come comunichiamo, di quali processi siano funzionali e quali disfunzionali, per poter intervenire e modificarli, utilizzando appunto gli strumenti forniti, per il contesto che a noi interessa, dalla programmazione neurolinguistica. La consapevolezza degli strumenti permetterà di utilizzarli con padronanza e di automatizzarli attraverso l’allenamento, permettendoci non solo di godere della facilità di utilizzo acquisita, ma anche delle percezioni emotive gratificanti relative alla crescita e alla stima conquistate. Potremo ad esempio constatare con soddisfazione che durante una conversazione siamo in grado di mantenere la calma, riusciamo a spiegarci meglio, utilizziamo un tono di voce migliore, non parliamo più sopra ai nostri interlocutori, abbiamo uno sguardo più vigile, ecc. : la componente emotiva si rivelerà un supporto importante, il motivatore interno che alimenta il processo.
Il cervello cognitivo è dunque il planner, mentre il cervello emotivo è il duer : uno pianifica ed effettua lo scheduling[1], ponderando in modo intelligente e razionale i vari passaggi e le azioni da eseguire per eccellere; l’altro esegue l’azione vera e propria, spinto dalla motivazione. Tutta l’area cognitiva elabora anche l’interpretazione della realtà e del mondo in cui viviamo, ma resta prerogativa del cervello emotivo concretizzare in azioni tale interpretazione.
Considerando i livelli della comunicazione, possiamo dichiarare che durante la giornata i momenti di consapevolezza rispetto al modo in cui stiamo interagendo tramite comunicazione non verbale sono sicuramente pochi: se così non fosse e avessimo cioè piena coscienza di ogni gesto, postura, macro e micro-segnale emesso, anche una chiacchierata al bar con un amico diventerebbe un’impresa estremamente stancante per il nostro cervello!
Sappiamo invece che la nostra comunicazione viaggia in generale tramite meccanismi automatici, anche per quello che riguarda la nostra interpretazione della CNV altrui.
Può succedere ad esempio, alla fine di una conversazione con qualcuno, di restare perplessi e considerare che la persona non ci sia sembrata la stessa di sempre o che comunque non ci abbia convinti, anche se il confronto è stato positivo e lineare: è possibile che alcuni gesti del nostro interlocutore siano stati da noi colti senza averne avuto consapevolezza razionale, ma che abbiano comunque influenzato il nostro stato emotivo.
Se il cervello cognitivo non è addestrato a sufficienza a riconoscere gli strumenti che vengono utilizzati nella comunicazione, non sarà in grado di tutelarsi nel momento in cui questi strumenti dovessero essere utilizzati con finalità manipolative.
Apprendere il corpus di strumenti e tecniche relative alla comunicazione subliminale, (linguaggio induttivo ipnotico, lettura dei micro-segnali non verbali, ecc.) permette di acquisire dei filtri che ci consentono di tutelarci e non cadere vittime di persone senza scrupoli che utilizzano la comunicazione con fini tutt’altro che etici.
Spesso, durante i miei corsi in aula, mi confronto con persone che manifestano la loro perplessità rispetto agli strumenti di comunicazione che apprendono: scoprendo di poter creare attraverso il feeling e l’empatia l’abbassamento delle barriere cognitive dell’interlocutore e la predisposizione ad essere “guidato” dove vogliamo, essi temono di poter essere classificati come manipolatori.
L’abilità di convincere e l’abilità di manipolare sono in realtà ben distinte e la differenza sta anche nello scopo con il quale si utilizzano gli strumenti e nella modalità con la quale vengono applicate le tecniche persuasive.