Nella comunicazione non esistono fallimenti ma risultati
Un altro presupposto, che mette in evidenza l’importanza della calibrazione nella comunicazione, ha a che fare con il concetto di “fallimento” e risponde alla domanda sulla possibilità che la comunicazione si riveli fallimentare. Nell’approccio neurolinguistico non esiste il fallimento, esistono piuttosto risultati. Il mancato raggiungimento di un obiettivo va infatti analizzato in termini di feedback (negativo, certamente), in grado di sensibilizzarci rispetto alle misure da adottare per ottenere l’esito desiderato.
La flessibilità dell’approccio comunicativo porta a calibrare la reazione emozionale del nostro interlocutore rispetto a determinati stimoli, permettendoci di acquisire una strategia comunicativa sempre efficiente, che porta però con sé anche la possibilità di utilizzare i risultati della calibrazione in modo non etico. Immaginiamo infatti di aver calibrato il nostro interlocutore rispetto ad una determinata reazione negativa, prodotta da un termine specifico da noi utilizzato: saremmo probabilmente in grado di alterare a nostra discrezione lo stato emozionale dell’interlocutore semplicemente riproponendo lo stesso stimolo verbale, provocando quindi reazioni emotive negative.
L’aspetto deontologico, etico, filosofico della calibrazione non è materia di questo modulo, ma rappresenta senza dubbio un fattore da tenere in considerazione in una prospettiva di comunicazione sana.
Un approccio certamente valido consiste nel portare il nostro interlocutore ad auto calibrarsi, attraverso un processo metacognitivo che lo guidi verso la gestione delle proprie reazioni emozionali e che lo porti a dominarle.
La riflessione finale, che chiude l’analisi dei presupposti della comunicazione, riguarda la loro interconnessione; se da un lato è indubbia l’utilità didattica dell’analisi separata, nella quotidianità della comunicazione non si può prescindere dalla relazione tra di essi esistente: infatti non si può non comunicare, quindi tutti i comportamenti (anche omissivi) sono comunicazione; in una prospettiva di cambiamento e miglioramento della propria comunicazione diventa importante valutare il nostro agire inconsapevole, poiché come abbiamo già dichiarato, anch’esso influenza la comunicazione; la mappa non è il territorio ci mette in guardia dal giudicare la comunicazione altrui (a volte, come abbiamo appena valutato, inconsapevole) utilizzando i criteri della nostra mappa personale; se nel tentare un approccio comunicativo orientato alla mappa del nostro interlocutore otteniamo un esito diverso dalle nostre intenzioni, dobbiamo prenderne atto ed utilizzare il feedback ricevuto per un nuovo tentativo, finché non otterremo il risultato desiderato.
Questo breve riepilogo dinamico dimostra come i presupposti della comunicazione siano collegati tra loro.