Lezione 1, Argomento 1
In Corso

Lo scarico tensionale: le “grattate”, il gradimento e il rifiuto

Stefano Santori 19 Ottobre 2026

I segnali tipici della tensione sono collegati al prurito: il sollievo dal prurito si ottiene grattando il punto che prude, ma nel caso della “grattatina” di tipo tensionale, che dura appena un istante, manca il focus attento, presente nel caso in cui il grattarsi derivare invece da patologie della pelle o punture di insettino.

La tensione emotiva si disloca sul corpo sotto forma di un piccolo prurito, che il cervello risolve in automatico attraverso la grattata. Se questa avviene nella zona della neocorteccia, può implicare la presenza di un problema da risolvere o una decisione da prendere, perché il cervello neocorticale pianificatore e l’area del ragionamento si attivano, le catecolamine[1 ] provocano un effetto potente su alcuni tessuti, provocando il prurito. L’osservazione empirica popolare ha definito con buona ragione questo fenomeno “grattacapo”.

Il carico tensionale è alto quando il prurito e la relativa grattata sono nella zona del viso e della bocca. Il viso, infatti, può essere considerato l’epicentro del display umano, poiché fin dall’antichità l’uomo ha imparato ad interpretare la mimica facciale dei propri compagni di tribù per capire se ci fosse un pericolo imminente o una richiesta d’aiuto da raccogliere.

Oggi siamo nell’era della tecnologia: comunichiamo con smartphone, tablet, satellitari, ma una parte di noi è rimasta ai tempi in cui si comunicavano le emozioni attraverso il viso e gli occhi, quando cioè il percepito interno si manifestava sotto forma di tensione dislocata soprattutto sul viso.

Il carico tensionale diminuisce gradualmente con l’allontanarsi del prurito dal viso: grattare un ginocchio o un orecchio non avrà ovviamente la stessa valenza in termini di tensione emotiva.

In presenza di uno scarico tensionale è necessario continuare ad indagare, insistendo sull’argomento che ci sembra lo abbia attivato, fornendo quindi altri stimoli della stessa categoria, per comprendere se si tratti di un falso positivo e per ottenere eventualmente che da tensione aspecifica lo scarico tensionale passi a gradimento o rifiuto.

I segnali di gradimento sono: busto in avanti, umettare le labbra, accarezzare parti del corpo o oggetti, bacio analogico, mordere il labbro inferiore.

I segnali di rifiuto sono: arretramento del corpo, impercettibili smorfie di disappunto, gesti di spazzolamento e allontanamento di oggetti dal corpo, mordere il labbro superiore.

Questi micro-segnali vengono prodotti spontaneamente e quotidianamente senza focus attenzione da ognuno di noi, quindi risultano facili da cogliere, una volta compreso il loro significato e posto il focus su di essi.

Non è quindi necessario stilare una “lista” vera e propria dei micro-segnali tensionali, sarà sufficiente osservare con attenzione noi stessi e i nostri interlocutori: resteremo sorpresi nell’accorgerci dell’infinito e varietà di segnali emessi!

 

 

[1] Le catecolamine come ormoni sono rilasciate dalle ghiandole surrenali (midollare surrenale) in situazioni di stress come stress psicologico o cali di glicemia.