Lezione 1, Argomento 1
In Corso

Le trappole del cognitivo automatico: il test della cravatta

Stefano Santori 19 Ottobre 2026

Il test che sto per proporre richiede un ragionamento e una risposta rapidi, restando concentrati sulla domanda proposta.

“Entriamo nella bottega di un sarto, nella quale sono esposte creazioni di grande pregio e tessuti di altissima qualità; un abito, indossato da un manichino con una splendida cravatta, attira la nostra attenzione: sul cartellino del prezzo è riportata l’offerta bundle (vestito + cravatta) di €1.300. Sebbene il prezzo ci sembri un buon affare, decidiamo di acquistare solo la cravatta, pertanto ci rivolgiamo al sarto per sapere il relativo prezzo. Il sarto ci risponde che il vestito costa €1.250 in più della cravatta. Quanto costa la cravatta?”

Se la risposta è stata data velocemente, è molto probabile che sia stata “€50”; è anche possibile che mentre stavate per rispondere, abbiate avuto un momento di esitazione, ragionando consapevolmente rispetto alla possibilità che il test nascondesse qualche trappola cognitiva; possibile che abbiate pensato che un tale test, inserito subito dopo l’argomento che riguarda il funzionamento dei processi di pensiero, non potesse essere risolto tanto facilmente, “in automatico”: questa ipotesi evidenzia come anche il contesto influenzi notevolmente la capacità del cervello di interpretare la validità della sua stessa risposta istintiva.

Effettivamente dobbiamo riconoscere la complessità del nostro modo di funzionare, nonché il nostro essere fallaci! Spesso infatti, quando propongo il test della cravatta in aula, molte persone cadono nella trappola, rispondendo: “E’ facile, sottraggo al prezzo di €1.300 dell’offerta bundle i 1.250€ e ottengo €50, il prezzo della cravatta!”.

Se la cravatta costasse effettivamente €50, sommandoli ai 1.250€ otterremmo che il vestito costa 1.300€ (poiché il sarto ha affermato che il vestito costa 1.250€ in più rispetto alla cravatta), ma aggiungendo al prezzo del vestito il prezzo della cravatta, otterremmo che insieme costano €1.350, non €1.300 come esposto sul cartellino.

Insomma, quanto costa questa cravatta?!

La risposta corretta è €25.

Basti riflettere sul fatto che €1250 sia l’eccedenza del vestito rispetto alla cravatta: eliminata l’eccedenza dal prezzo bundle, otteniamo una cifra che rappresenta il costo del vestito e della cravatta, come se costassero la stessa cifra; dividendo questa cifra per 2 otterremo il reale costo della cravatta; aggiungendo l’eccedenza del vestito otterremo il prezzo del vestito senza la cravatta.

Quindi:

€1.300 – €1.250 = €50 (prezzo vestito senza eccedenza + cravatta)

€50 : 2 = €25 (prezzo della cravatta)

€1.250 + €25 = €1.275 (prezzo del vestito)

Esiste la possibilità che anche voi, come tante altre persone, siate ancora perplessi e stiate “rimuginando” convinti che la risposta corretta sia in realtà €50: questa perplessità deriva dai cosiddetti bias di conferma[1], uniti a un eventuale overconfidence[2] che rifiutano l’errore, filtrando in modo sbagliato le informazioni che riceviamo; questo avviene perché il cervello cognitivo non tollera errori, né il caos: costruisce schemi e difende i propri assiomi, anche quando si “scontra” con l’evidenza di una regola matematica (perché di questo si tratta, nel test della cravatta!).

I bias di conferma rappresentano la causa di molte discussioni tutt’altro che costruttive, nelle quali si difende uno status quo, pur conoscendone l’erroneità o la non fondatezza di base, semplicemente per la ragione di voler confermare le nostre posizioni originarie e non ammettere di avere avuto torto; questo tipo di atteggiamento ci porta a prediligere a volte risposte sbagliate, scelte disfunzionali, ottenendo esiti diversi rispetto alle nostre aspettative: all’alternativa del caos, il cervello contrappone credenze bislacche, teorie a cavallo tra esoterismo e religione “fai da te”.

Quando accade qualcosa di inaspettato, tendiamo a darne giustificazione e spiegazione in modo anche forzato, arrivando ad esempio a preferire un’idea di “punizione divina” per un nostro comportamento scorretto; questa scorciatoia ci permette di trovare velocemente la regola o lo schema operante, piuttosto che accettare la componente aleatoria presente nella nostra realtà: ci basterà allora comportarci in modo corretto affinché l’evento inaspettato non si verifichi più…

Le euristiche di pensiero sono una caratteristica del cervello cognitivo e unite alla velocità del ragionamento costituiscono la ragione della risposta “€50” al test della cravatta; esse aumentano sensibilmente la possibilità di commettere errori, poiché funzionando in alta velocità il cervello cerca una modalità per elaborare le informazioni, che poi automatizza per risparmiare energia e procedere a massimi regimi.

Questa considerazione ci porta alla conclusione che i meccanismi automatici non si rivelano sempre corretti e la famosa “risposta istintiva” spesso ci tradisce: l’istinto (termine tra l’altro utilizzato in modo illegittimo), la risposta automatica, possono a volte semplificarci la vita, ma attenzione, altre volte possono complicarla…Ed in modo rilevante anche!

 

[1] Il bias di conferma (in inglese confirmation bias / confirmatory bias) in psicologia indica un fenomeno cognitivo umano per il quale le persone tendono a muoversi entro un ambito delimitato dalle loro convinzioni acquisite.

[2] Overconfidence: dall’Inglese, eccessiva fiducia