Introduzione ai sistemi rappresentazionali
I sensi hanno impatto sulla rappresentazione che ognuno di noi fa del modello del mondo che ci circonda. A questo proposito utilizziamo cinque porte percettive, che corrispondono ai cinque sensi, più un “mezzo” senso, costituito dalle percezioni propriocettive. Esse non sono collegate ai recettori tattili della pelle, ma risultano comunque funzionali al “sentire”: avvertire sensazioni “di pancia” riguarda la percezione del nostro vissuto interiore, che partecipano alla costruzione e del nostro modello del mondo.
Cinque sensi e mezzo in entrata, quindi, che ci permettono di comprendere chi siamo, dove ci troviamo, dove andiamo, ecc.
Facciamo un esempio pratico:
Pensa ad una tua vacanza particolarmente bella che hai fatto. Nella video lezione puoi sentire la mia voce porti l’invito al ricordo e recepire quindi il messaggio a livello verbale, paraverbale e non verbale, attraverso le immagini del video che colpiscono la tua retina. La mia domanda è entrata, la hai decodificata e trasformata, riaccedendo interiormente ai ricordi relativi alla vacanza in questione. Essa si trova ormai nella tua mente, in quanto l’evento reale si è concluso. La prima riflessione riguarda l’attendibilità dei tuoi ricordi, in quanto potrebbe trattarsi per una parte di ricordi falsati.
Si tratta di un problema che sta assumendo sempre più rilevanza dal punto di vista etico, giuridico e processuale, poiché può accadere che un testimone sia certo della sua accusa nei confronti di qualcuno, tanto da risultare attendibile anche all’analisi della macchina della verità, ma che in realtà stia riproponendo in assoluta buona fede un ricordo falsato.
Supponiamo che i tuoi ricordi della vacanza oggetto dell’esempio siano “buoni”: come li hai archiviati nella tua mente? Non esiste certamente un registro mentale scritto dei ricordi! Non troverai da qualche parte nella tua testa un diario con frasi come “Ricordo che la vacanza in Kenya mi piacque molto”.
Ponendo il focus su questo aspetto, ti starai rendendo conto che nella tua mente esiste una serie di immagini, suoni, sensazioni e dialoghi interni. Probabilmente ti sarà arrivato un flash dell’immagine dell’aereo durante l’atterraggio, della jeep durante il safari tra elefanti e giraffe, della sensazione di pace nel guardare il cielo stellato privo di inquinamento luminoso, parti di dialogo tra te e il tuo compagno/compagna; probabilmente starai dicendo dentro di te “Che bello sarebbe tornare lì!”. Sostanzialmente, per recuperare questa parte del tuo vissuto, stai utilizzando i tuoi sensi. Il modello neurolinguistico, in tal senso, ha una struttura più semplice, perché oltre al canale visivo e uditivo, organizza le percezioni olfattive, gustative, tattili, propriocettive, il movimento e la percezione del corpo nello spazio nel canale cinestesico.
I nostri sensi ci permettono quindi di rielaborare le informazioni, interpretarle, ordinarle e archiviarle.
La riflessione successiva riguarda la percentuale di utilizzo dei canali sensoriali. Le persone utilizzano i canali sensoriali nella stessa misura, quindi in modo equilibrato? Si è scoperto, a tale proposito, che a una certa età si compie una scelta preferenziale, che in condizioni di default (quindi di assenza di stimoli), la porta a preferire l’utilizzo di un canale sensoriale: qualcuno che gestisce meglio le informazioni visive mostra un canale sensoriale preferenziale di tipo visivo; qualcun altro che predilige elaborare le informazioni a livello uditivo, mostra un canale sensoriale preferenziale di tipo auditivo; della persona che predilige un’elaborazione tattile e di pancia, diremo che mostra un canale sensoriale preferenziale di tipo cinestesico.
V, A e K sono le sigle internazionali dei canali sensoriali:
Il sistema visivo, che generalmente è abbreviato con “V” (Visual), si distingue in esterno ed interno. Il primo viene usato per osservare ciò che ci circonda, il secondo per riprodurre internamente lo stesso procedimento, visualizzando mentalmente le immagini.
Il sistema auditivo “A” (Auditory) si connota come esterno quando ascoltiamo suoni reali, interno se li creiamo nella nostra mente.
Il sistema cinestesico “K” (Kinesthetic) è esterno quando include le sensazioni tattili, relative alla temperatura, consistenza ed umidità. È interno quando riguarda le sensazioni ricordate, le emozioni, il rapporto e la consapevolezza interiori che abbiamo del nostro corpo.
Affermare che una persona sia visiva vuol dire solo che ha una predilezione inconscia automatica per il canale sensoriale visivo, cioè rielabora le informazioni sotto forma di senso visivo: trattasi dunque di preferenza, non di esclusività.
Il sistema rappresentazionale di una persona, così definito in quanto rappresenta all’interno e all’esterno le informazioni sensoriali, può dunque essere preferenzialmente V, A o K.
Un visivo è assolutamente in grado di ascoltare e provare sensazioni fisiche, attenzione dunque a non cedere alla tentazione di classificare in modo esclusivo un sistema rappresentazionale che è invece semplicemente primario!