Il significato della comunicazione sta nel responso
Un altro presupposto della comunicazione, che ne identifica la qualità, riguarda il suo significato: esso infatti non è scontato, né legato all’intento del comunicatore, quanto piuttosto al responso che egli ottiene dall’interlocutore.
Troppo facilmente ci si limita, nel giustificare l’esito negativo della nostra comunicazione, a considerare solo le “buone intenzioni” che ci hanno animati, spostando la responsabilità sul nostro interlocutore (“Io intendevo salutarlo con rispetto, se ha frainteso il problema è suo”).
Se la comunicazione ha ottenuto un responso distonico rispetto all’obiettivo, è opportuno porsi in una condizione tale da considerare perché e in che modo l’esito sia stato negativo, per adottare successivamente le misure funzionali ad una comunicazione sintonica. La flessibilità nella comunicazione sta nella capacità delle persone di assumersi la responsabilità di ciò che arriva all’interlocutore, senza cedere alla tentazione di chiudersi nelle proprie ragioni. Attribuire la responsabilità agli altri consente senza dubbio di vivere più sereni e rilassati, ma non permette di migliorare: la comunicazione sarà infatti sempre la stessa e tali saranno i risultati che otterremo in famiglia, al lavoro, con gli amici, ecc.
La nostra comunicazione potrebbe invece migliorare sensibilmente anche solo abbracciando questo presupposto, ponendo quindi l’attenzione al responso che abbiamo ottenuto e attribuendocene la responsabilità.
Lo spostamento del focus permette la formulazione di domande potenti, quali “Cosa ho detto e non avrei dovuto dire? Cosa avrei potuto fare diversamente?”
Al contrario, scivolare troppo nell’indulgenza verso sé stessi e la propria comunicazione porta a disegnare nella mente un modello del mondo che limiterebbe sempre più i nostri criteri, competenze e facoltà poiché ci lascerebbe in una statica condizione alimentata dalla convinzione “Io sono fatto così: chi mi capisce, buon per lui, per gli altri pazienza!”
Quanta potenza è invece insita nel cambiamento! Rendersi conto che modificare il proprio approccio comunicativo (tono, parole, gesti) produce esiti sensibilmente differenti rispetto al passato, garantisce una grande spinta motivazionale, estremamente gratificante.
Nella neurolinguistica la flessibilità di approccio caratterizza i grandi comunicatori: maggiore è l’ampiezza dei criteri di comunicazione, maggiore sarà dunque la flessibilità che ne deriverà.