Lezione 1, Argomento 1
In Corso

Il ricalco sensoriale e la matrice a 9: il matching tra i livelli della comunicazione e i sistemi rappresentazionali

Stefano Santori 19 Ottobre 2026

Una volta chiarito che la preferenza sensoriale di un sistema non è esclusiva né rigida, è opportuno esaminare la varietà degli elementi che permette di comprendere quale preferenza sensoriale stia funzionando nel modello del nostro interlocutore.

Iniziamo con il ricordare i tre livelli della comunicazione (verbale, paraverbale e non verbale), che vanno integrati con i tre sistemi rappresentazionali (visivo, auditivo, cinestesico) in una matrice a 9, nella quale i quadranti rappresentano sfumature comunicative proprie di ogni livello/sistema.

In questo modo, la persona preferenzialmente visiva attuerà una comunicazione verbale, paraverbale e non verbale con caratteristiche peculiari e lo stesso farà la persona preferenzialmente auditiva o cinestesica.

Espressioni verbali tipicamente visive sono: “non ci vedo chiaro”, “per me è stato un lampo di percezione”, “non ho più la nebbia ad offuscarmi la mente”, “quell’informazione è stata per me illuminante”, ecc.

Accedendo ad informazioni visive infatti, la loro decodifica nel linguaggio verbale assumerà la stessa sfumatura sensoriale.

Espressioni verbali tipicamente auditive sono: “il tuo discorso stona”, “più ripenso a ciò che ha detto, più mi stride”, “il suo discorso altisonante e affatto armonioso ci ha annoiati tutti, parola per parola!”, “C’è sintonia tra noi”, ecc.

Espressioni verbali tipicamente cinestesico sono: “Non riesco ad afferrare il senso del tuo discorso”, “la cosa mi puzza”, “Ciò che ho percepito mi ha rincuorato”, “Quell’esperienza mi ha lasciato un sapore amaro”, ecc.

Nell’analisi del linguaggio sensoriale, queste particelle linguistiche immediatamente riconducibili al sistema sensoriale corrispondente vengono definite predicati sensoriali.

Di seguito una tabella indicativa di alcuni predicati sensoriali: