Il Mirroring come primo livello di costruzione del rapporto
Come abbiamo spiegato nelle precedenti lezioni, il mirroring, paraverbale e non verbale, è un sistema utile per creare empatia con un interlocutore. Malgrado l’importanza che lo contraddistingue, è necessario porre in evidenza il suo margine di azione, chiarendo che è in grado di spingersi solo fino a un certo livello del rapporto.
Attraverso il mirroring possiamo modificare dei parametri importanti che, tuttavia, non riescono a raggiungere la dovuta profondità nella relazione. Malgrado ciò, ricordiamo che fare mirroring può offrire una marcia in più, può abbassare il livello di guardia che ognuno di noi, in modo del tutto istintivo (vero istinto ancestrale), utilizza nei confronti di chi non sente ancora come appartenente al proprio modello del mondo.
Quindi, se ci troviamo a parlare con qualcuno e vogliamo generare, velocemente, un rapport, quasi istantaneo, ma non abbiamo ancora gli elementi di conoscenza del suo modello del mondo profondo, cosa facciamo? Ebbene, questo è il caso esatto in cui andiamo a utilizzare il mirroring paraverbale e non verbale: anche con pochi dati alla mano, possiamo creare un primo livello di fiducia e rapport.
Tra l’altro, i due approcci, paraverbale e non verbale, essendo legati alla comunicazione analogica, non hanno bisogno di contenuti, di un’analisi approfondita con una precisa decodifica dei significati. Se parliamo con qualcuno che ha un atteggiamento non verbale, e uno stile paraverbale, di un certo tipo, è sufficiente osservarlo, ascoltarlo, anche superficialmente, per andare a modificare, piuttosto rapidamente, alcuni nostri parametri. Ad esempio, se sentiamo che una persona parla velocemente, in modo molto energico, con un volume alto, non sarà certo difficile agire nella maniera più vicina possibile alla sua. Non si parla di dover fare uno sforzo titanico o di compiere gesti innaturali, ma si tratta di un sistema facile e naturale. Il mirroring ci permette di creare una base empatica senza dover svolgere grandi indagini o doverci sforzare in modo eccessivo. Il verbo indagare, in questo caso, può essere declinato in una diretta rappresentazione visiva o auditiva, molto naturale e spontanea.
Il mirroring, tuttavia, non può certo fare grandi miracoli nella creazione del rapport.
È sicuramente un buon ausilio per generare un cambiamento, e trasformarci in una guida per il nostro interlocutore, ma solo sul piano non verbale e paraverbale. La domanda da porci a questo punto è: “fino a che punto possiamo spingerci utilizzando il solo il mirroring? Quanto può essere profondo un sistema che si regge su una mera risonanza analogica, non verbale e paraverbale?”. Superato un primo livello di feeling, dopo poco, i veri argomenti iniziano a emergere e, fronte anche un buon mirroring, si può giungere al punto di dover prendere in considerazione i veri contenuti digitali.
Il mondo analogico crea una base, crea una piattaforma per far scivolare meglio la relazione e i relativi messaggi, sia in andata che ritorno. Ma, pur scivolando facilmente su una piattaforma del genere, potremmo involontariamente ritrovarci a inviare un messaggio distonico con il modello del mondo del nostro interlocutore. Questo passaggio andrebbe sicuramente a rompere il giocattolo dell’empatia, precedentemente creatasi, o quantomeno potrebbe non reggere il feeling che si è cercato di costruire e mantenere.
Pertanto, se i contenuti non reggono il modello del mondo dei due interlocutori, ognuno portatore di mappe totalmente differenti, è in ogni caso utile l’aver saputo costruire una buona base empatica a livello non verbale e paraverbale: ci si può, quindi, ritrovare in distonia di contenuti ma in empatia a livello istintivo. Ci si potrà piacevolmente “annusare” e “fiutare” pur non avendo un punto di incontro nei rispettivi modelli del mondo. In termini puramente pragmatici, è importante utilizzare il mirroring paraverbale e non verbale come primo step: è il primo livello di costruzione del rapporto. Successivamente, sarà importante investire le proprie energie sul ricalco di contenuto, sul ricalco di sostanza, usando il linguaggio come un ponte di collegamento dei nostri modelli del mondo.