I pilastri delle credenze
Riflettiamo, ora, sulle tre fonti più importanti che generano le nostre credenze.
In primis, le credenze poggiano su un pilastro fondamentale che è quello ambientale: possediamo convinzioni date dal nostro ambiente che include ovviamente il luogo di nascita e contiene genitori, amici, adulti significativi e ciò che frequentiamo quotidianamente, anche in termini di spazi e oggetti. Questo mondo circostante, nel quale siamo immersi, ci rimanda una serie di informazioni ricche di regole, che vengono rinforzate nel tempo: meccanicamente, le rendiamo nostre al punto da considerarle delle vere e proprie convinzioni da non mettere più in discussione, non più opinabili.
L’altra fonte delle credenze è data invece dagli eventi che accadono.
Ad esempio: leggiamo su un giornale che una persona è stata colpita da un meteorite uccidendola sul colpo. Un attimo dopo pensiamo che la sfortuna esiste e che in ogni momento potrebbe ucciderci. Ecco che abbiamo dato vita alla convinzione: “la sfortuna esiste e può giungere in ogni momento”.
Gli eventi che accadono sono spesso fonte di credenze perché il cervello cognitivo ama mettere ordine anche dove non ha nessun indizio, nessuna regola, nessuna conoscenza. Gli basta poco!
Le credenze non vanno analizzate sotto la logica di chi ha ragione e chi ha torto, ma è sensato analizzarle in un’ottica di funzionamento rispetto all’equilibrio di vita, e agli obiettivi, della persona presa in esame.
Il terzo pilastro fondamentale delle credenze è dato dal risultato diretto di azioni indirette. Ad esempio: proviamo ad andare in montagna per sciare, cadiamo continuamente (azioni e risultati) e ci convinciamo che non siamo in grado di sciare (mentre altre persone riescono a farlo in modo disinvolto e spedito). Da quel momento crediamo di non possedere il giuso equilibrio per fare sport che lo richiedano. Quando, anni dopo, ci chiedono di andare a imparare il windsurf, ci ritraiamo pensando di non avere alcuna abilità nel praticare quello sport, perché ci manca, appunto, il giusto equilibrio. Azioni e risultati producono, dunque, nuove credenze.
Riassumendo: ambiente, eventi e azioni che producono risultati sono i tre pilastri fondamentali che sostengono le credenze che abbiamo.