I parametri paraverbali e non verbali V, A e K
Per individuare il sistema rappresentazionale primario possiamo quindi avvalerci dei seguenti metodi:
– comunicazione verbale (predicati sensoriali)
– comunicazione paraverbale (ritmo, tono, volume della voce)
– comunicazione non verbale (gestualità, respirazione, postura)
Un altro importante metodo di individuazione è costituito dalla fisiologia. Consideriamo che corpo e mente sono inseparabili e le nostre modalità di pensiero hanno delle ripercussioni sul nostro fisico. Pertanto, dobbiamo fare attenzione in particolar modo alla respirazione, al cambiamento di colorito, alle posture assunte.
Considerando il livello paraverbale e non verbale, caratteristiche del visivo sono un eloquio veloce, (poiché deve tradurre in linguaggio la moltitudine di immagini che si susseguono nella sua mente), il tono acuto, il volume alto, la gestualità vivace, ampia e descrittiva, il busto eretto, la testa alta e gli occhi spesso rivolti in alto, che cercano le immagini di riferimento nella corteccia visiva.
Caratteristiche del cinestesico sono un eloquio lento (poiché deve elaborare e tradurre in linguaggio le sensazioni che prova), il tono grave, il volume basso, la gestualità ridotta e di pancia, la postura centripeta, lo sguardo spesso rivolto verso il basso che accede a informazioni viscerali.
Caratteristiche dell’auditivo sono un eloquio e tono variabili (come nella musica), volume variabile o in diapason[1], la gestualità musicale che accompagna ritmicamente il parlato (come un direttore d’orchestra), la testa spesso inclinata lateralmente per favorire l’ascolto, (come se avesse una cornetta telefonica appoggiata all’orecchio).
L’ascolto di un comunicatore diapason risulta piuttosto pesante e difficile, proprio perché ha la caratteristica di essere monotonale e monovolume, con un effetto quasi ipnotico!
La differenza tra visivo e cinestesico è più semplice da cogliere, poiché possono considerarsi uno l’opposto dell’altro, mentre i parametri dell’auditivo, meno netti, sono variabili ed in quanto tali risulta meno intuitivo decodificarli.
Di seguito una tabella indicativa dei segnali d’accesso verbale, paraverbale e non verbale, utile alla comprensione della preferenza sensoriale in atto:
Potrà accadere, in una normale conversazione, che il nostro interlocutore stia parlando per immagini, utilizzando predicati sensoriali visivi, con un tono acuto, alzando spesso la testa e guardando in alto, pertanto con un’evidente preferenza visiva, ma alla domanda “Cosa pensi dell’amore?” egli improvvisamente rallenti la velocità e abbassi il volume dell’eloquio, abbassando le spalle; la postura diventa implosiva, lo sguardo si abbassa per accedere alle informazioni sensoriali propriocettive, mentre la sua gestualità si riduce e i predicati sensoriali vertono evidentemente sul canale sensoriale cinestesico.
È chiaro dunque che il sistema rappresentazionale primario, in presenza di stimoli precisi, possa cambiare: se andaste ad un concerto quale sistema mettereste in atto? Sicuramente quello auditivo. E in una galleria d’arte? Sicuramente quello visivo.
Sebbene si mettano in pratica tutte le modalità sensoriali per ricevere informazioni dal mondo che ci circonda, è indubbio che prestiamo più attenzione ad una di esse, ma ricordiamoci che nessun sistema è il migliore in assoluto in quanto dobbiamo tenere in considerazione le attività che stiamo svolgendo.