I LEM, Movimento Laterale degli Occhi
Quando abbiamo parlato del movimento oculare attraverso l’esempio del “visivo” che tende a spostare il capo e gli occhi in su, quasi a cercare qualche immagine deposta in alto, stavamo dando cenni su un’altra modalità di lettura che può aiutarci a capire il tipo di mappa sensoriale che sta utilizzando il nostro interlocutore.
Questi segnali di accesso oculari vengono chiamati LEM che sta per Movimenti laterali degli occhi (movimenti laterali degli occhi).
I LEM aiutano a comprendere il tipo diaccesso sensoriale che l’interlocutore pone in atto in un momento ben preciso: il movimento oculare indica l’area del cervello preposta all’elaborazione dell’informazione acquisita. Questi segnali di accesso sono dinamici e le loro sequenze variano in base alla fase e al contesto, pertanto un visivo non usa i LEM visivi per tutta la giornata.
L’indagine attuata tramite i LEM, dunque, viene svolta per comprendere, in modo più dettagliato, la strategia con cui l’individuo elabora una precisa informazione attraverso delle modalità che possono variare a ogni passaggio: un visivo può aprire con la strategia che appartiene al suo sistema sensoriale predominante e poi chiudere con una modalità cinestetica.
Facciamo un esempio:
Innanzi alla domanda “cosa è per te la felicità?” l’interlocutore può mostrare, dapprima, segnali di accesso oculari di tipo visivo (V) attivo, poi, un dialogo interno (si parla nella testa – AI) e chiudere con una percezione cinestesica (K). Questo schema (VAIK) ci consente di calibrare[1] il suo modo di costruire le percezioni sulla “felicità”. Tale sequenza permette, successivamente, di ricalcare il suo sistema dicendo, ad esempio: “immagina una vita felice e a quel punto chiediti se è quello che sei pronto a ottenere. Le sensazioni interne risponderanno alla tua domanda”. Questo è un ricalco della sequenza di informazioni che il cervello utilizza per elaborare uno specifico tipo di quesito.
Questo sistema comporta uno sforzo di attenzione importante in quanto richiede di guardare, costantemente, i movimenti oculari dell’interlocutore, riuscendo ad individuare anche i falsi positivi [2]: potrebbe, ad esempio, spostare lo sguardo in alto a destra anche per un motivo contingente e non solo legato ai suoi sistemi rappresentazionali in gioco.
Anche in questo caso, usare la nostra filosofia sistemica, ossia percepire l’intero contesto, ci aiuta a distinguere il vero LEM da un movimento degli occhi che ha un altro tipo di valenza. Ad esempio, un altro falso positivo potrebbe derivare da un timido che abbassa lo sguardo, non perché stia accedendo a un dialogo interno, ma semplicemente per un sentimento di vergogna, e uno stato di imbarazzo, forse dovuto a una domanda per lui inopportuna. /span>
In ogni modo, pur trovandoci innanzi a un falso positivo, potremmo renderci conto di non aver colto un LEM ma di aver individuato un “segnale di fuga”, comunque utile per calibrare i passi successivi. Infatti, per migliorare il dialogo e avvicinarci all’interlocutore, dovremmo riformulare la domanda in modo più soft: ciò eviterebbe la fuga dal contatto visivo, con relativo scarico tensionale, o addirittura l’avvenuto rifiuto con congiunto rossore sulle gote. In certi casi, il falso positivo può avere la sua utilità.
Quindi, è fondamentale aumentare la propria acuità sensoriale per calibrare meglio il soggetto, anche se in quel caso la calibrazione sarà più vicina ai microsegnali che non a una calibrazione di tipo sensoriale.
Tornando ai LEM, è innanzitutto importante ricordare sempre, all’interno di questa spiegazione, di leggerli in modo invertito: la destra dell’osservatore è la sinistra della persona osservata; la sinistra dell’osservatore è la destra della persona osservata. L’immagine sottostante riporta il modo in cui un osservatore osserva il proprio interlocutore:I LEM possono essere suddivisi nel seguente modo:
Gli occhi in alto accedono all’area visiva:
– in alto a destra è accessovisivo ricordato(accede a immagini che stanno nell’ ;archivio mnemonico, l’immagine c’è l’interlocutore devo solo andare a prenderla)
in alto a sinistra è accesso visivo costruito (accede a immagini che non esistono, sta costruendo con la fantasia, con la creatività delle immagini)
Gli occhi spostati orizzontalmente accedono all’area uditiva
– orizzontale a destra è accesso auditivo ricordato (accede a suoni già presenti nell’ archivio mnemonico)
– orizzontale a sinistra è accesso auditivo costruito (accede a suoni che non esistono e sta costruendo con la fantasia)
Gli occhi spostati in basso accedono all’area cinestetica
– in basso a destra è accesso al dialogo interno[3]< a i=4> (audio digitale)
– in basso a sinistra è accesso cinestesico puro (emozioni)
Alcuni mancini hanno tutto rovesciato: quello che è a destra per un destrimano è a sinistra per un mancino; tutto quello che è a sinistra per un destrimano è a destra per un mancino. Questo accade, ma non in tutti mancini.