Comunicazione non verbale, digitale o analogica
Come abbiamo accennato in precedenza, la comunicazione non verbale comprende tutti gli aspetti comunicativi che non rientrano nel canale verbale o paraverbale e ha pertanto una competenza residuale ampia. Gli occhi, la gestione degli oggetti e del tempo, gli atteggiamenti, non rappresentano infatti una comunicazione chiara e lineare come può risultare quella verbale, il che rende pericolosamente facile mappare questo tipo di comunicazione sulla base delle nostre esperienze pregresse.
Facciamo un esempio:
Dobbiamo incontrare qualcuno che ci ha dato appuntamento ad un orario concordato. L’orario è passato da più di 20 minuti, ma la persona ancora non si vede. Mentre aspettiamo sale la tensione e iniziamo a considerare che il nostro dover attendere sia una palese mancanza di rispetto nei nostri confronti e rappresenti senza ombra di dubbio la prova che per quella persona non siamo importanti, perché normalmente si fanno aspettare solo le persone che contano poco.
Quanti di voi concorderebbero con questo pensiero? Eppure, in realtà, noi abbiamo solo la certezza che il ritardo della persona significhi qualcosa, ma non abbiamo alcun elemento rispetto al significato del comportamento: stiamo “leggendo” il comportamento attraverso la nostra mappa, dandogli un significato specifico e modificando di conseguenza il nostro stato emotivo.
Ricordiamo dunque che possediamo tre livelli di comunicazione: se possiamo decidere consapevolmente di non utilizzare il livello verbale (e di conseguenza il paraverbale che lo accompagna), non possiamo esimerci dal comunicare attraverso il livello non verbale. Infatti, finché siamo vivi, siamo dei costanti emittenti di comportamenti.
Ulteriore riflessione merita la distinzione tra la comunicazione di tipo analogico e digitale. La differenza sostanziale sta tra la presenza o meno di un codice per decodificare il linguaggio utilizzato.
Nella comunicazione analogica, che è la somma del non verbale e del paraverbale, esiste un rapporto diretto di causa-effetto e la comprensione risulta diretta e immediata: manca quindi la necessità della decodifica. Vi è mai capitato di assistere ad una discussione animata tra due persone parlanti un idioma diverso dal vostro? Anche non possedendo il “codice” (non conoscendo il significato delle parole pronunciate), le urla, le espressioni adirate, gli atteggiamenti aggressivi vi porterebbero immediatamente a comprendere che quelle persone stanno litigando, pur non conoscendone il motivo perché non parlate la loro lingua.
Attenzione: il linguaggio dei segni, utilizzato dalle persone sordomute, seppur basato principalmente su gesti, è digitale, non analogico, poiché per essere compreso (decodificato) presuppone la conoscenza della lingua dei segni (la conoscenza del codice).
È importante quindi considerare che non tutto ciò che è scritto è digitale e tutto ciò che ha a che fare con i gesti è analogico: vale l’assunto che quando la comunicazione non richiede un codice e si basa su messaggi riconosciuti universalmente siamo in presenza di una comunicazione analogica.